Come tutelare la propria opera letteraria.

Ogni tanto mi capita di imbattermi in scrittori alle prime armi totalmente disperati: la loro opera è frutto di una mente geniale. Sembra strano, ma il problema sta proprio qui: appena il loro lavoro verrà postato su un sito internet o capiterà nelle mani di un editore sconosciuto verrà "rubato", c'è da scommetterci la testa. Editor e autori senza scrupoli attendono dietro l'angolo che lui, il genio, posti un capolavoro... per appropriarsene.
Be', è vero, può capitare. Tuttavia, non accade molto di frequente... anzi. Le probabilità che questo infausto evento si verifichi sono pari a quelle che ha mio cugino di soffiare il posto in nazionale a Gigi Buffon. Non siete conviti? Pensate sia comunque meglio non rischiare? Ok, allora vi dico come fare per non incappare in questo genere d'incidenti. Ecco le tre strade più battute:
  • Depositare il manoscritto presso un notaio (costa circa 800 euro).
  • Registrare il manoscritto alla SIAE (la spesa è, più o meno, di 150 euro).
  • La soluzione più pratica e gettonata è quella di inviare a voi stessi una raccomandata contenente il manoscritto cartaceo (o copia su CD), prima di farlo vedere ad occhi indiscreti. Ricordatevi di fare apporre dall'omino delle poste il timbro con la data sull'apertura della busta. Quando vi arriverà il pacco a casa fate quello che vi pare, ma non apritelo. In questo modo, se qualche furfante plagerà il vostro testo, potrete correre nelle opportune sedi giudiziarie sventolando la vostra prova schiacciante: il pacco dimostrerà senza ombra di dubbio che voi avete scritto l'opera prima del "criminale ruba romanzi". Il tutto per pochi euro.

Commenti

  1. è la soluzione più economica,ma non è certo una prova "schiacciante".
    Si potrebbe infatti contestare che la busta è stata aperta e poi richiusa o comunque manomessa. Infatti i francobolli certificano la data certa sulla busta, ma non anche del suo contenuto.
    Un espediente utile consiste nell'apporre della ceralacca (una sorta di candela rossa che si compra in cartoleria e che si "scioglie" con l'accendino), ma anche a questo si potrebbe obiettare che la ceralacca è stata apposta dopo.
    cmq, trattandosi di una raccomandata a se stessi, mostrando un documento ID alle poste, l'addetto appone i timbri e vi restituisce il plico seduta stante.
    cordialità
    avvocatospadaccino

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  2. Grazie per i consigli, avvocato spadaccino!
    Eheheh.
    Quello della raccomandata è comunque un espediente che consigliano anche diversi editori. Tempo fa avevo anche letto un articolo su Inchiostro dove si dava per buona la strada della raccomandata... alla luce delle tue osservazioni mi domando se allora questo tipo di accorgimento sia del tutto inutile oppure abbia una qualche importanza per ciò che riguarda "il dimostrare la paternità dell'opera"... se hai qualche informazione più dettagliata fa sapere!
    Ciao ciao,
    Kito.

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  3. no, non è inutile, anche alla luce del costo ridotto, ma non è "schiacciante"...
    il problema è che i romanzi hanno molte pagine.
    con i racconti (o per le sceneggiature) posso consigliare un altro metodo, questo si, 100% efficace.
    stampare il racconto e portarlo alle poste, dove farsi apporre un francobollo con timbro su ognuna delle pagine.
    1.20 euro per pagina (stampando aventi e retro, basta un francobollo per pagina)... se davvero credete che il vs. racconto ci valga...
    ma sono d'accordo con te: non credo ci siano molti pericoli di essere copiato/plagiato, il costo dell'autore è il costo minore che un editore sopporta e comunque paga l'autore solo in base alle vendite.
    ciao
    avvocatospadaccino

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  4. ... ah, ovviamente la prova della paternità di un'opera può essere offerta in ogni modo, testimonianza compresa...
    avvocatospadaccino

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  5. Grazie, avvocato, per le utilissime spiegazioni... non si finisce mai di imparare.
    : )

    Ciao ciao,
    Kito.

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  6. quindi,volendo,posso fare la raccomandata a me stessa e cmq registrarlo alla SIAE?Dopodiché rivolgermi ad un editore x farlo leggere e sperare in una pubblicazione?

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  7. Credo proprio di sì. Onestamente, però, sono ben pochi gli emergenti che si rivolgono alla SIAE... da come la vedo io, un editore ha tutto l'interesse nello scoprire un autore valido. Che guadagno avrebbe nel rubare l'idea per farla pubblicare ad un altro sconosciuto? Parliamoci chiaro: stiamo discutendo di microeditoria, non di circuiti milionari. Poi, ovviamente, il mio è solo un punto di vista...
    Un saluto,
    Kito.

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  8. Interessante questione..
    E invece inviarsi la versione digitale alla propria casella email? C'è la data. Costituisce una prova?
    Il mio ragionamento è questo. A gennaio te lo sei inviato, con sopra il tuo nome e cognome, appena scritto. A ottobre lo vedi pubblicato, ma sotto un altro nome (sti bastardi). Però tu hai nel tuo archivio di google o chi per lui, la mail vecchia di nove mesi che contiene il testo, con il tuo nome.
    In questo caso servirebbe a qualcosa?

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  9. Be', è comunque una prova, tutto sta nel capire quanto incisiva.

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  10. Alcuni servizi online come per esempio neteditor permettono di proteggere la propria opera con una spesa di 25 euro. Funzione cosi: Ci si registra al sito come soci sostenitore al costo di 25 euro, si carica l'opera sul sito, rendendola pubblica o no (a scelta dell'autore) ed il servizio registra la data di upload e naturalmente le credenziali dell'autore/socio.
    Ergo: se qualcuno dopo tale data usa quell'opera, è un plagio.

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    1. Tenete presente anche Patamu: https://www.patamu.com/index.php/it/
      E' un ottimo servizio.
      Orfeo

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  11. Quella della raccomandata a sè stessi è tutt'ora per me la scelta migliore. Partendo dal presupposto che l'idea in sè non si potrà mai proteggere, perchè un editore o produttore se proprio vuole rubarti il racconto o la sceneggiatura non la copierà mai "para para", ma la modificherà qua e là fino a renderla indiscutibilmente non tua, tra SIAE e Racc. non cambia nulla a livello di protezione (ma di soldi si). Io consiglierei anche qualcosa in più, ovvero: firmare ogni singola pagina dell'opera con tanto di data e num. di pagina, allegare alla stessa alcune firme di persone che all'occorrenza ti faranno da testimoni, allegare anche una lista delle case editrici o cinematografiche a cui si intende inviare il lavoro, farsi apporre dalla posta più timbri possibili sulla busta e soprattuto sull'apertura, in modo che la data si veda benissimo e non si rischia che scolorisca o si cancelli, e ancora, mettere il bollino in cera lacca. Oltre tutto questo, qualora ancora non dovesse bastare, inviare da una casella di posta certificata, l'intera opera in formato zip con tanto di password alla propria email (oggi le email hanno valore legale). In questo modo, la data di spedizione dell'opera alla tua email non può essere manomessa, dato che viene gestita dal broswer o chicchesia. Insomma, dal momento che sono tutte cose praticamente gratuite, fatele tutte, non si sa mai. Io personalmente mi guardo bene dal depositare alla SIAE, perchè non fa alcuna differenza in termini di protezione dell'idea come detto prima. Comunque altre strade ancora sono:
    WGA (Writers Guild of America)
    CREATIVE COMMONS
    FIRMA DIGITALE
    COPYZERO

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    1. Grazie per la tua testimonianza.

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    2. di nulla. se nessuno offrisse il suo parere sulle cose non sapremmo più dove sbattere la testa! :))

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    3. Quindi l'idea in sè può essere copiata da chiunque anche se il libro è protetto dalla SIAE?

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    4. Ciao :) ho letto la tua risposta e vorrei chiederti un'informazione :) in pratica io la storia che vorrei tutelare l'ho pubblicata sul web e su alcuni blog xk è iniziato tutto cm un hobby, ora ho notato che potrebbe diventare qlk di più e mi sn preoccupata di tutelarmi..magari è tardi lo so ma x fortuna non ho terminato ancora il racconto e vorrei salvare il salvabile..Tu dici di apporre la firma e la data ad ogni singola pag ma mi conviene mettere la data odierna o di quando ho iniziato a pubblicare sul web oppure di quando l'ho creata proprio?Magari è una piccolezza ma è meglio sapere tutto :) grazie mille se mi risponderai :)

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    5. Grazie per i consiglio.
      Penso anche io che la spedizione a se stessi sia una buona idea ma non tuteli al 100%.
      Credo inoltre che gli editori non abbiano convenienza a rubare un opera ma a scoprire un autore, anche se, data la proverbiale "astuzia" degli italiani, la tentazione di stampare un libro a costo zero temo sia sempre troppo alta.

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    6. CIAO. QUELLA DELLA RACCOMANDATA NON E' MALE.MA CHE INTENDETE DI AUTOSPEDIRSELA...? METTETE IL VOSTRO NOME COGNOME SIA COME DESTINATARIO CHE MITTENTE...? ( E RIDICOLO.. ) O CASOMAI SI FA DESTINATARIO MIO NOME E COGNOME E IL MITTENTE INVENTATO...?
      booo. Spiegatevi. sicuro che la data della lettera RR sara' una prova schiacciante del nostro copyright etc...?

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    7. .

      Ho lavorato 22 anni nelle poste italiane come postino.
      Quindi vi dico: state attenti a fare con il sistema della raccomandata a se stessi.
      Io personalmente ho visto in tutti quegli anni di lavoro andare smarrite, perdute, deteriorate, svanite nel nulla centinaia di raccomandate (cose successe a decine di miei colleghi).
      Quindi può succedere che vi spedite una raccomandata contenente un preziosissimo manoscritto di un eccezionale romanzo e quello non vi ritorna più a casa. Magari quello che lo ritrova, capendo l'importanza dello scritto, lo porta a qualche furbo che ...

      .

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  12. Domanda: creando una applicazione Android specifica per la lettura del proprio fumetto incorporando le tavole del fumetto nell'applicazione stessa e mettendo in vendita nello store di Google (Play) la suddetta applicazione, può dare una qualche garanzia sulla paternità del fumetto? Le applicazione pubblicate in Google Play riportano sempre la data di pubblicazione.
    Saluti.

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  13. Il deposito dell'opera inedita dal notaio, qualora l'autore ritenga che ne vale la pena, è una garanzia ASSOLUTA o RELATIVA? La ringrazio in anticipo per la sua cortese risposta.

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  14. Insomma, non capisco se esista un metodo sicuro per proteggere la propria opera...amo troppo il mio lavoro per vederlo vanificato. Cosa dovrei fareper acvere certezza?

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  15. Nel caso in cui il manoscritto venisse pubblicato (riuscendo nell'impresa senza che nessun ladruncolo si sia appropriato dell'idea), il libro stampato in sé sarebbe una prova schiacciante della propria paternità? Oppure qualcuno potrebbe ancora copiarlo?
    (Ad esempio: l'editore pubblica l'opera lasciando i diritti all'autore, il quale non si è tutelato in nessun modo e con nessuno dei tre sistemi proposti. Poi esce il libro... e vale come prova?)

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  16. Ho trovato il sorriso è grazie al questo Signore. Muscolino GIOVANNI che ho ricevuto un prestito di 70.000€ nel mio conto il mercoledì a 11:32 min e due dei miei colleghi hanno anche ricevuto prestiti di questo signore senza alcuna difficoltà. Li consiglio più voi non fuorviate persone se volete effettivamente fare una domanda di prestito di denaro per il vostro progetto e qualsiasi altro. Pubblico questo messaggio perché signore Muscolino GIOVANNI mi ha fatto bene con questo prestito. È tramite un amico che ho incontrato quest'uomo onesto e generoso che mi ha permesso di ottenere questo prestito. Allora vi consiglio di contattarlo e li soddisfarà per tutti i servizi che gli chiederete. Ecco il suo indirizzo elettronico: muscolinogiovanni61@gmail.com

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  17. la questione si potrebbe risolvere anche in questa maniera:
    "stampare" l' opera in formato pdf e "firmare" digitalmente il file; spedirlo via pec. costo della smart card 20.00 / 30.00 euro ed ha validita' 3 anni), costo della casella pec 5.00 euro annui. considerate che oggi la smart card e la pec sono di uso comune e molti gia' ce l' anno.

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