OPERE INUTILI

Articolo Selezionato
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Negli ultimi quarant’anni milioni di metri cubi di calcestruzzo sono stati riversati, soprattutto nel meridione, per strutture poi inutilizzate, nel più colossale scempio ambientale di tutti i tempi. Centinaia di migliaia di scheletri di case, eternamente incompiute, coi pilastri a vista, i tondini di ferro ormai arrugginiti proiettati in alto, sopra le costruzioni, a testimoniare intendimenti per altre sopraelevazioni, altri piani, altre case vuote. E, in certi luoghi, strade polverose sempre da ultimare, cumuli di sabbia, di materiale di risulta, cataste di piastrelle, di mattoni pieni e mattoni forati, discariche dappertutto, dove l’occhio non abituato geme, il cuore sensibile s’addolora, e la mente cerca di sollevare lo spirito vagando altrove.
E lo Stato non è stato a guardare costruendo autostrade dove il flusso viario è quello di una strada di campagna, dighe asciutte, opere pubbliche già inutili in partenza. Peccato!
Ma a proposito di opere pubbliche inutili avanzo una proposta. Si potrebbero bandire gare d’appalto, sull’ammontare di ciascuna opera inutile, al netto dei materiali, in modo da lasciare invariate le entrate occorrenti alle imprese appaltatrici per pagare i dipendenti, gli artigiani, gli oneri politici e territoriali (vedi alla voce mafia), i progettisti, assicurandosi anche il giusto utile d’impresa, per poi realizzare l’opera solo sulla carta risparmiando l’intero costo dei materiali. Con questo sistema si eviterebbe il posizionamento nell’ambiente di complessi edilizi dalle finalità virtuali, che avrebbero invece dimora negli uffici e solo sotto forma cartacea, magari con spettacolari rappresentazioni prospettiche a colori. Inoltre, con l’ausilio di moderni software, capaci di dare l’immagine fotografica di ciò che si progetta, si potrebbero posizionare enormi gigantografie sullo spiazzo previsto per l’ubicazione dell’opera, in luogo dell’opera stessa.
I vantaggi di questo metodo sarebbero molteplici, l’opera costerebbe circa la metà, il terreno sul quale dovrebbe essere realizzata rimarrebbe libero per una sua ulteriore utilizzazione per altre opere inutili attuate sempre sulla carta, o sotto forma fotografica. Anzi, i Comuni destinerebbero un’area, chiamata ad esempio “zona per opere inutili”, sulla quale ingegneri e architetti potrebbero sbizzarrirsi dando fondo alla loro fantasia, progettando opere prive di funzionalità e strutture con materiali inesistenti, ma esteticamente ambiziose come opere d’arte, per poi ammirarle, ragionevolmente ingrandite con dei proiettori.
E che vantaggi! Per l’ambiente - le opere inutili spesso lo deturpano -, per la collettività che disporrebbe delle risorse economiche destinate ai materiali da costruzione delle opere inutili per destinarle alle opere utili, per le generazioni future che non avrebbero l’onere della demolizione delle opere inutili con il relativo problema di smaltimento dei materiali di risulta. E poi quanto pietrisco destinato al calcestruzzo che rimarrebbe invece nelle cave, quanto legname per le impalcature, le porte e gli infissi, che verrebbe lasciato nelle foreste sotto forma di piante, quanti operai sottratti al rischio di incidenti sul lavoro, ché gli operai verrebbero pagati lo stesso ma senza bisogno di andare in cantiere perché il cantiere sarebbe solo sulla carta. Insomma ci sarebbero solo vantaggi e non si capisce perché nessun politico ci abbia, fin ora, pensato.

Dott. Ing. Pasquale Faseli


Commenti

  1. Un articolo interessante, itelligente e ironico. Molto sul generale, ma gli esempi non tardano a venire alla mente: TRAFORO DELLA GUINZA (tra Marche e Umbria), hanno fatto un buco di chilometri e chilometri (si stima una delle gallerie più lunghe d'Italia). Poi qualcuno ha deciso che di buchi ce ne volevano due. E sarebbe venuto giù il monte... opera costosissima e assolutamente inutile.

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  2. Dott. Ing. Pasquale Faseli17 marzo 2010 02:06

    Rispondo a Kito. Purtroppo è giocoforza restare sulle generali, perché a entrare nel particolare di tutte le opere inutili in Italia, ci vorrebbe un tomo di almeno 400 pagina. Colgo quindi l'occasione per lanciare una proposta ai lettori di letterematte: linkate le vostre esperienze, riportate le vostre conoscenze di opere inutili nella vostra provincia o nella vostra città, come ha indicato Kito per il traforo della Guinza. Sarebbe utile per conoscere l'entità delle opere inutili.

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  3. Gennaro Console17 marzo 2010 11:37

    Abito in un paesino della Sicilia dove si stanno sgretolando i pilastri dell'autostrada. Nessuno se ne accorge o comunque nessuno ha fatto niente. Un giorno o l'altro ci cadrà un camion sulla testa.

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  4. Articolo interessante. Mi sa tanto che lei, Ing. Faselli, ha molta più abilità politica di molti illustri amministratori pubblici. Con questo non voglio svilire questi amministratori, anche loro le abilità le hanno. Sono diverse ma le hanno...

    Scherzi a parte di cattedrali nel deserto l'Italia ne è già piena ciononostante penso ne vedremo ancora delle altre. La cosa triste è che laddove gli investimenti servono davvero nessuno muove dito.

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